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Piano coste a Fasano , 40% ai privati

Il Comune di Fasano sta stringendo i tempi per adeguare il proprio piano costa alle normative emanate ormai da tempo dalla Regione Puglia. Il piano dovrà recepire la prescrizione della Legge regionale numero 17 dell’aprile 2015, che obbliga i Comuni ad adottare i propri piani particolari al piano costa generale della Regione nonché al Piano Paesaggistico Territoriale Regionale. Il Comune di Fasano ha stanziato per la revisione del piano circa 40mila euro. L’incarico dell’analisi è stato affidato lo scorso mese di giugno ad unaassociazione di professionisti composta dagli ingegneri Pasquale e Stefano Dal Sasso (capofila), Palmarita Oliva (aspetti Vas), Alessandra Giordano (aspetti idraulici), Luigi Lupo (aspetti naturalistici), Mario Imperatrice (biologo marino),Maristella Loy e Alessandro Reina (geologo). Ora i lavori di progettazione sono stati completati e sulle bozze dei tabulati predisposti è stata avviata una discussione politica sugli indirizzi da dare nella stesura finale del piano. E a quanto pare nella maggioranza, come spesso sta avvenendo per le decisioni importanti, non tutte le voci sembrano univoche. Il nodo principale da sciogliere è quanta costa lasciare alla libera fruizione dei cittadini e quanta concederne in gestione a privati, argomento questo sempre foriero di polemiche.

L’orientamento di partenza, sulla base del quale si basa la filosofia del piano, pare sia quello di riservare un 40% delle aree disponibili agli investimenti privati per la realizzazione di lidi attrezzati a pagamento e un 60% alla libera fruizione dei cittadini. Il tratto di costa interessato è tutto quello ricadente nel territorio di Fasano, da Egnazia a Tavernese. «La costa di Fasano si estende per circa 21 chilometri – spiega l’assessore Leonardo Deleonardis che sta profondendo il massimo impegno perché il progetto vada a buon fine -. Dal calcolo dei chilometri di costa attrezzabile occorre però escludere i porti, che hanno bisogno di un piano regolatore specifico, le zone attraversate da canali che sversano in mare e altre zone con particolari caratteristiche elencate nella legge. La linea di costa di competenza comunale, ad esclusione delle aree portuali, è di circa 20 chilometri; di questi il 51% può essere classificato come costa utile, circa 11 chilometri. Su questa verrà applicata la percentuale del 60% di costa libera e 40% di lidi privati. L’intenzione dell’Amministrazione è di lasciare in vita i lidi esistenti, sia pubblici che privati, perché non vogliamo trascurare né la storia dei bagnanti né quella degli stabilimenti balneari».

Seguendo le percentuali dettate dall’assessore la lunghezza dei lidi riservati ai privati dovrebbe essere di quattro chilometri e mezzo. I lidi già assegnati occupano duemila metri. Di questi, però, circa 600 metri potrebbero essere revocati perché non rispondenti ai requisiti di legge, per cui dovrebbero essere disponibili poco meno di duemila metri sui quali potrebbero sorgere una quindicina di nuovi stabilimenti balneari, per alcuni dei quali sono già in corso pratiche di concessione. Il piano in fase di elaborazione (se ne parlerà ad anno nuovo) stabilirà anche i vari accessi al mare, ogni 150 metri e le spiagge libere nelle quali dovranno però essere creati i servizi minimali previsti dalla legge come il bagno, fontanine per lavarsi i piedi oltre ad evitare che venga portata via la sabbia. Consegnati i tabulati di analisi da dove, come detto, si evince che si ha ancora il 20% da concedere si èasserà alla discussione della progettazione. “Un discorso – conclude Deleonardis – che porteremo avanti sia con la maggioranza, sia con le opposizioni inquanto parliamo di pianificazione del nostro territorio”.

Fonte articolo osservatoriooggi.it

 

 


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