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Coronavirus, quest’estate andremo al mare ?

“Questa estate andremo al mare, stiamo lavorando per far sì che possa essere così”. Lo ha assicurato la sottosegretaria ai Beni culturali, Lorenza Bonaccorsi. Ma la cautela è d’obbligo. Ursula von der Leyen: “Per luglio e agosto attualmente nessuno può fare previsioni affidabili”

L’ emergenza coronavirus sarà almeno parzialmente alle spalle nell’estate 2020? Andremo al mare nei mesi estivi? Il tema non è solo ricreativo: in ballo ci sono anche centinaia di migliaia di posti di lavoro. “Questa estate andremo al mare, stiamo lavorando per far sì che possa essere così”. Lo ha assicurato, parlando a RaiNews24, la sottosegretaria ai Beni culturali, Lorenza Bonaccorsi. “Ci stiamo lavorando – ha spiegato – dal punto di vista degli atti amministrativi necessari per gli stabilimenti, immaginando una serie di normative prese con il comitato tecnico scientifico, che contemplano l’ipotesi di un distanziamento”.

Il sindacato balneari di Confcommercio chiede chiarezza: “Serve un’ordinanza nazionale del ministero della Salute che stabilisca modalità uniche per gli stabilimenti di tutto il territorio, concordate con le organizzazioni di categoria”. Sarebbe in ogni caso una spiaggia da vivere in maniera differente: dimentichiamoci i teli mare uno accanto all’altro, gli assembramenti sulla battigia. Dovrebbe ad esempio esserci un maggiore distanziamento degli ombrelloni, una continua sanificazione delle attrezzature e anche una certificazione medica. Ma siamo alla pura teoria.

Intanto ci sono Regioni che non vogliono perdere tempo. “La Toscana, in piena sintonia con le altre Regioni, chiede al ministero della Sanità di emanare una nuova ordinanza per estendere a tutte le coste italiane la possibilità di accesso agli stabilimenti balneari per manutenzione e opere propedeutiche alla riapertura”. Questo l’appello rivolto al governo, e in particolar modo al ministro della Salute, Roberto Speranza, dall’assessore alle attività produttive e al turismo della Regione Toscana, Stefano Ciuoffo. Gli stabilimenti balneari vogliono farsi trovare pronti, e anche nel caso la stagione estiva sarà più breve degli altri anni, anzi, ancora di più per questo motivo, l’obiettivo degli imprenditori del settore è quello di non perdere neanche mezza giornata di lavoro quando e se arriverà l’ok alla riapertura. Ma programmare vacanze al mare in questo momento è l’ultimo dei pensieri di tutti gli italiani. Gli scienziati predicano cautela.

Il settore traballa, quindi si inizia a parlare di attivazione dello ‘Stato di crisi’ nel comparto turismo per consentire l’equiparazione e il riconoscimento formale, da parte dello Stato, della Pandemia da Covid 19 alle calamità naturali. Si tratta della prima di un pacchetto di proposte urgenti che la Commissione speciale turismo e Industria alberghiera della Conferenza delle Regioni e Province autonome, coordinata dall’assessore al Turismo della Regione Abruzzo, Mauro Febbo, ha inviato al ministro delle Attività e dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini- “La pandemia da Covid-19 – scrive il Coordinatore della Commissione Mauro Febbo in rappresentanza del Coordinamento – sta avendo ed avrà un significativo impatto sull’economia del nostro Paese ed in particolare per il comparto turistico, che per sua natura, sarà anche il settore più colpito dalla crisi e quello che ripartirà più lentamente degli altri settori industriali italiani”.

 

“Consiglio di aspettare a prenotare le vacanze estive. Per luglio e agosto attualmente nessuno può fare previsioni affidabili” ha detto Ursula von der Leyen in un’intervista al domenicale della Bild. Nessuna falsa speranza per adesso”

Articolo a cura https://www.today.it/.

 


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