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Come riapriranno spiagge e lidi.

Negli stabilimenti balneari la distanza tra gli ombrelloni dovrà essere di quattro metri e mezzo, mentre alle spiagge libere dovranno pensare le autorità locali

Con l’avvicinarsi dell’estate e della stagione balneare, l’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) ha pubblicato un documento tecnico realizzato in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) con una serie di linee guida relative agli stabilimenti balneari e alle spiagge libere.
In base al Dpcm del 26 aprile, sono chiuse le attività di vendita al dettaglio, musei, mostre e biblioteche, ma si ipotizza che dal 18 potranno riaprire; non è chiaro quando sarà possibile la riapertura degli stabilimenti balneari. Diverse regioni pensano di agire in autonomia e di permetterne la riapertura già a partire dal 18 maggio.
Il documento di INAIL e ISS, approvato dal comitato tecnico-scientifico che collabora con il governo nella gestione dell’emergenza, sottolinea quanto sia importante nel tessuto economico italiano il settore della attività connesse alla balneazione, ma aggiunge che è tra quelli che presentano maggiori rischi di aggregazioni a causa delle «caratteristiche specifiche degli stabilimenti balneari e delle spiagge libere, quali la fruizione da parte di un elevato numero di persone soprattutto nei weekend e nei mesi di alta stagione, nonché la molteplicità di attività che si possono svolgere sull’arenile».

A differenza dei locali pubblici, dove è stato possibile per l’INAIL individuare un limite massimo di spazio concesso ad ogni cliente, per le spiagge questo non è possibile, dato che le aree costiere sono molto differenti tra loro. Il documento chiede quindi l’adozione da parte delle autorità locali di piani che permettano di prevenire l’affollamento delle spiagge, «anche tramite l’utilizzo di tecnologie innovative». Per consentire un accesso contingentato agli stabilimenti balneari e alle spiagge attrezzate, viene suggerita la prenotazione obbligatoria, anche per fasce orarie. Vanno inoltre differenziati, ove possibile, i percorsi di entrata e uscita, prevedendo una segnaletica chiara.

Per garantire il distanziamento sociale in spiaggia, la distanza minima consigliata tra le file degli ombrelloni è pari a 5 metri e quella tra gli ombrelloni della stessa fila a 4 metri e mezzo. Il documento consiglia inoltre di assegnare lo stesso ombrellone ai medesimi occupanti che soggiornano per più giorni.

Le attrezzature complementari assegnate in dotazione all’ombrellone (ad esempio lettino, sdraio, sedia) dovranno essere fornite in quantità limitata per garantire un distanziamento rispetto alle attrezzature dell’ombrellone contiguo di almeno 2 metri. Lettini e sdraio non posizionati sotto l’ombrellone dovranno mantenere una distanza di almeno 2 metri. Si sottolinea anche che le distanze interpersonali possono essere derogate per i soli membri del medesimo nucleo familiare o co-abitante.

Il documento inoltre vieta la pratica di attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo (aree giochi, feste/eventi), e vieta l’uso delle piscine che si trovano all’interno degli stabilimenti balneari. Bisognerà inoltre indossare la mascherina al momento dell’arrivo fino al raggiungimento del proprio ombrellone, e di nuovo all’uscita della struttura. Il documento consiglia anche di installare dispenser per l’igiene delle mani a disposizione dei bagnanti in luoghi facilmente accessibili nelle diverse aree dello stabilimento.

Per quanto riguarda le spiagge libere, «tenendo conto delle specifiche caratteristiche delle spiagge, della loro localizzazione, dei flussi dei frequentatori nei diversi periodi della stagione balneare», è necessaria l’affissione di cartelli in diverse lingue contenenti indicazioni chiare sui comportamenti da tenere, in particolare il distanziamento di almeno un metro ed il divieto di assembramento. Inoltre va preliminarmente mappato e tracciato il perimetro di ogni allestimento (ombrellone/sdraio/sedia), per esempio posizionando dei nastri, sulla base delle regole previste per gli stabilimenti balneari. In questo modo si potrà determinare la capienza massima della spiaggia e definire turnazioni orarie e sistemi di prenotazione degli spazi, anche attraverso utilizzo di app e piattaforme on line.

Le linee guida di INAIL e ISS sono state accolte negativamente da alcune regioni, che avevano già annunciato in autonomia regole per l’apertura degli stabilimenti balneari, e dalle associazioni di settore. L’Emilia-Romagna, ad esempio, aveva previsto una distanza di 4 metri tra le file di ombrelloni e di 3 metri tra l’uno e l’altro. Secondo Confesercenti, con queste linee guida in Liguria, per esempio, si perderebbe il 75 per cento dei posti disponibili. Il presidente della Liguria Giovanni Toti ha commentato le linee guida definendole impraticabili: «ci saranno spiagge qui dove qualcuno si ritroverà da solo, perché in Liguria quattro metri per sei è la grandezza di una spiaggia, talvolta».

Fonte articolo https://www.ilpost.it


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