Rinvio per la tutela delle concessioni demaniali

Rinvio per la tutela delle concessioni demaniali, rabbia dei balneari: “Intervenire subito a difesa della categoria”

Liguria. “Apprendiamo che il Governo intende rinviare ad altro provvedimento, diverso dal Decreto fiscale, la tutela delle concessioni demaniali marittime, intervenendo, adesso, solo per evitare la tassa sugli ombrelloni. Questo orientamento delude e sconcerta le 30.000 imprese balneari con 100.000 addetti diretti”. Lo afferma Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Confcommercio.

“Delude perché abbiamo raggiunto dieci anni di rinvii del Parlamento nell’affrontare la questione Bolkestein – afferma il Sib – ingiustamente applicata anche alla nostra categoria. Siamo sconcertati perché in questo modo non si mette in sicurezza un importante settore economico del nostro Paese, con una diversa lunga durata delle concessioni esistenti, nelle more del tempo occorrente per gli approfondimenti tecnici e per una interlocuzione con le Istituzioni europee”.

“Il Governo, pertanto, si prepara solo ad ‘evitare’ un ulteriore balzello nei confronti di un settore ingiustamente vessato dal fisco, dalla burocrazia e che deve fare i conti sempre più con i danni causati dalla forza della natura impazzita. E questo anche per permettere il ripristino della funzionalità delle aziende danneggiate o distrutte dalla furia devastatrice delle recenti mareggiate”.

“Anche se non si tratta della soluzione risolutiva, è doveroso permettere a queste aziende di continuare a vivere ed operare nell’attesa di eventuali approfondimenti e interlocuzioni comunitarie. Il tempo di una soluzione normativa è adesso: dopo sarebbe troppo tardi!” conclude il Sib.

E oggi il vicepresidente della Camera dei Deputati, on. Fabio Rampelli, ha ricevuto i presidenti nazionali di S.I.B. Confcommercio, Antonio Capacchione, Fiba Confesercenti, Maurizio Rustignoli, e Oasi Confartigianato, Giorgio Mussoni. In rappresentanza delle 30.000 aziende balneari, i presidenti delle maggiori Organizzazioni sindacali di categoria, hanno delineato a Rampelli la drammatica situazione in cui si trovano, oggi, queste aziende a seguito dell’errata applicazione della Direttiva Bolkestein.

“Non c’è più tempo da perdere perché la scadenza, ormai prossima del 31 dicembre 2020, non solo impedisce qualsiasi investimento, ma, rende, soprattutto, impossibile persino quelli essenziali per la ricostruzione delle aziende balneari danneggiate o distrutte dalla furia della natura che si è recentemente abbattute sulle coste italiane. Ecco perché è inaccettabile e incomprensibile qualsiasi rinvio di una decisione che, al contrario, deve essere presa in questi giorni. Se non altro attraverso una misura di salvaguardia temporale che metta in sicurezza questo importante segmento del ‘Made in Italy’ nelle more di approfondimenti con l’Europa, oltre a quelli tecnico-giuridici”.

Il vicepresidente della Camera Rampelli ha manifestato la propria vicinanza e condivisione ai problemi della categoria, assicurando che si adopererà affinché possa fornire un contributo volto a risolverli.

Al termine dell’incontro i presidenti nazionali hanno consegnato al vicepresidente della Camera un libro di fotografie sui relitti del mare: per ricordare quello che gli stabilimenti balneari non vogliono diventare. “La balneazione attrezzata italiana è una risorsa viva e feconda del nostro Paese, che, certamente, non merita di essere considerata un relitto del passato, ma piuttosto un prezioso segmento del presente e del futuro turistico italiano”.

Articolo a cura www.ivg.it

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